Melini

TRECENTO ANNI NEL CUORE DEL CHIANTI

Melini. Tradizione e innovazione. Due modi di vivere il vino,
due espressioni di una stessa filosofia. Due volti, una sola storia.

La cantina Melini di Gaggiano è posta a 300 metri di altitudine sui colli del Chianti Classico lungo la strada che da Poggibonsi porta a Castellina in Chianti. Qui, tra il 1970 e il 1974, accanto a un nucleo originario costruito fra gli anni cinquanta e sessanta, è stata ricavata nel fianco di una collina una moderna cantina su quattro livelli, concepita per tenere separate le produzioni di ogni singola vigna secondo la tecnica del cru. Tutte le fasi di vinificazione, dal fruttaio all’affinamento in botte, fino all’imbottigliamento, sono svolte con tecniche specifiche seguendo la filosofia della qualità

Melini può vantare tre indiscussi primati:

  • aver dato il via al successo del Chianti nel mondo fin dal secolo scorso
  • essere stata la prima in Toscana (e tra le prime assolute in Italia) ad aver adottato la vinificazione in selezione dei vigneti più vocati secondo “il principio del cru” (“politica del vigneto”) come massima espressione della qualità
  • essere tra le marche di Chianti più diffuse nel mondo
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Filosofia

La Melini interpreta al livello più alto la filosofia della qualità, come espressione di una capacità enologica ricca e diversificata, ma anche di amore per la terra e per la natura. Melini conosce il valore del vino, per questo ha sempre investito nel suo sviluppo, anticipando i cambiamenti di un mercato in continua evoluzione.

Un successo basato sulle sue eccellenze:

  • una storia di oltre 300 anni
  • una lunga esperienza: da più di un secolo è protagonista nei principali mercati mondiali
  • un forte legame con il territorio grazie all’importante patrimonio di vigneti nel Chianti e nel Chianti Classico
  • una dotazione di vigneti con caratteristiche di posizione ed esposizione tra le migliori del loro territorio
  • una storia sempre rivolta al futuro, frutto di una tradizione innovatrice che continua ancora oggi

{1705}

Nel 1705, una trentina di anni prima della fine della Signoria medicea, e undici anni prima del Bando Granducale del 1716 che delimitava la zona di produzione del Chianti, la famiglia fiorentina dei Melini, facoltosi imprenditori della Val di Sieve, decise di occuparsi di vitivinicoltura. Cominciò allora alla Melini la produzione del Vermiglio, classico vino rosso da tavola toscano. I vini venivano commercializzati in fusti, con notevoli problemi di conservazione e di trasporto, che gli enologi della Casa si sforzarono di risolvere seguendo i consigli dei maggiori esperti dell’epoca, fra cui Cosimo Villifranchi: “per l’esportazione occorrono vini polputi e gagliardi e realmente ingenui senza governo alcuno… e cantine scavate nei massi dove il vino si conserva squisito per molti anni”.

{1830}

1830 Fin dagli inizi la Melini è stata all’avanguardia nel seguire i progressi tecnici: già attorno al 1830, su suggerimento del Novellucci di Prato, il vino veniva riscaldato per pochi minuti a 50°C; era la pastorizzazione, un procedimento di stabilizzazione innovativo a quei tempi, di cui Luis Pasteur avrebbe parlato nel suo “Etudes sur les vins” del 1866.

{1860}

1860 La svolta decisiva avvenne nel 1860 (l’anno precedente alla proclamazione dell’Unità d’Italia), quando Adolfo Laborel Melini adottò il “fiasco strapeso” inventato dal mastro vetraio Paolo Carrai; nel recipiente di vetro temperato, resistente alla pressione del tappo di sughero applicato a macchina, il Chianti fu in grado di raggiungere più facilmente il mercato italiano e straniero.

{1877}

1877 Nel 1877, la Camera di Commercio e Arti di Firenze assegnò alla Melini un diploma con medaglia d’oro “per avere stabilito il più esteso ed assicurato commercio di vino toscano all’estero”. Va sottolineato che la Melini ha maturato questo suo primato nel tempo: anche oggi, è una delle marche più diffuse in tutti i Paesi.

{1900}

1900 Nel Novecento, dopo la morte dell’enotecnico Luigi Melini, partito volontario nella Grande Guerra, la Casa vinicola di Pontassieve è stata acquistata dalla Buitoni di Perugia, che la ha poi ceduta alla Martini & Rossi di Torino. La proprietà è quindi passata al Gruppo Italiano Vini, e la sede della storica azienda è stata trasferita nella zona classica del Chianti, a Gaggiano di Poggibonsi, in provincia di Siena.

San Lorenzo

A metà strada tra Firenze e Siena, a Gaggiano di Poggibonsi, ospita la Cantina Melini, centro di pigiatura dei vigneti di proprietà. La Cantina è circondata da 58 ettari di vigneto dei quali 34 ettari nella zona di produzione del Chianti e 24 ettari nella zona di produzione del Chianti Classico.

Granaio

Granaio si trova a poca distanza da Gaggiano, lungo la strada per Castellina in Chianti, vicino ad un piccolo e pittoresco borgo e un magnifico bosco di cipressi. I vigneti occupano una superficie di 12 ettari.

Terrarossa

Situata tra Castellina in Chianti e Panzano in Chianti è costituita da un vigneto a corpo unico di 28 ettari nel Chianti Classico.

La Selvanella

La Selvanella si trova in comune di Radda, in provincia di Siena, ma quasi a ridosso del comprensorio di Panzano in Chianti. Su una superficie totale di 139 ettari, adagiato sul poggio di una collina a 400/600 m. slm, si trova il vigneto di 50 ettari a corpo unico, vitato a sangiovese. Il vigneto rappresenta uno dei migliori cru della zona classica per felice combinazione di terreno, esposizione (sud-ovest) e microclima, con un’illuminazione senza ostacoli. Qui sorge Villa La Selvanella, in un bellissimo punto panoramico. Da questo vigneto, con la vendemmia 1969, nasce il Chianti Classico Vigneti La Selvanella Riserva, uno dei primi vini d’Italia a essere vinificato in selezione e a portare in etichetta l’indicazione del cru di provenienza.